LAVORO. PELLEGRINO (AVS)-CELOTTI (PD): SCARDINARE I DIVARI DI GENERE
(ACON) Trieste, 26 ott - "Il convegno organizzato dalla
Commissione regionale per le pari opportunità del Fvg a Udine,
nella sede della Regione, evidenzia la necessità di una revisione
strutturale delle politiche economiche e sociali regionali per
colmare il divario di genere nel lavoro. I dati strutturali
presentati evidenziano che la parità di genere nel lavoro in
regione rimane un obiettivo lontano, aggravata da un'alta
incidenza di part-time involontario e precarietà femminile".
Così in una nota le consigliere regionali Serena Pellegrino
(Alleanza Verdi e Sinistra) e Manuela Celotti (Pd) a margine del
convegno dal titolo 'Donne e lavoro in Friuli Venezia Giulia:
bilanci, criticità, prospettive'.
"La parità retributiva e l'occupazione femminile - sottolineano
le consigliere di opposizione - richiedono investimenti mirati
per un reale superamento delle misure assistenziali di facciata.
C'è la necessità di una svolta politica e di azioni legislative
vincolanti per contrastare il divario salariale e previdenziale.
Nello specifico, l'occupazione femminile rappresenta una
straordinaria occasione di crescita che richiede investimenti
mirati in competenze e conoscenza".
"Non basta però aumentare i numeri - evidenziano Pellegrino e
Celotti -, ma serve un salto di qualità legato all'efficienza dei
servizi e al pieno rispetto della dignità di ogni donna.
Nonostante i progressi e una maggiore presenza femminile nel
mercato del lavoro, persistono ostacoli profondi".
"Le difficoltà - prosegue la nota - non riguardano solo l'accesso
all'impiego, ma anche il rientro dopo la maternità, un paradosso
evidente se consideriamo che circa il 60% di chi ha una laurea è
donna. A questo si aggiunge un divario salariale impietoso, che
penalizza i redditi attuali e si riflette pesantemente
sull'assegno pensionistico futuro. Alla base resiste in modo
granitico un modello sociale che vede la donna impegnata nel
lavoro di cura familiare, visione purtroppo diffusa persino tra
alcuni soggetti appartenenti alle fasce più giovani. I numeri
parlano chiaro: una donna occupata dedica circa il 42% del
proprio tempo al lavoro familiare, quota che sale a quasi il 50%
per le madri che lavorano, a fronte del solo 19% da parte
dell'uomo".
Concludono le esponenti del Centrosinistra: "I passi avanti sono
reali, ma non bastano a scardinare i divari strutturali. Creare i
presupposti per inserire le donne nel mondo del lavoro è
fondamentale, ma diventa fallimentare se non si creano i
presupposti affinché queste lavoratrici possano avere non solo
condizioni lavorative di qualità, ma anche quelle personali,
ponendo come prioritaria la conciliazione familiare. Diventa
cruciale rispetto a questo spingere affinché il Parlamento
legiferi sui congedi parentali paritari e sostenere le aziende
che anche attraverso la contrattazione, pure di secondo livello,
premiano percorsi virtuosi di promozione della parità".
ACON/COM/rcm